La consapevolezza di Helmut Newton

storie di fotografia e arte

La mostra di Helmut Newton White Women / Sleepless Nights / Big Nudes (2013) si è rivelata per me un’esperienza unica e, come capita solo con i grandi maestri, di quelle che ti cambiano le prospettive.

Newton è uno di quelli che non conoscono etichette, che non riesci ad ingabbiare, a cui vanno strette tutte le definizioni. Percorrere il suo itinerario in mostra attraverso il corpo femminile mi ha suggerito un’infinità di riferimenti e relazioni che rivelano una ricerca iconografica inaspettata.

Interpretare il movimento

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Tanti sono i modi con cui l’arte si è espressa nella rappresentazione del movimento e del concetto di dinamismo, soprattutto a partire dal secolo scorso con le ricerche futuriste, tese ad esaltare le innovazioni tecnologiche nella visione di un progresso capace di abbattere il vecchio per rivoluzionare la vita collettiva.

Pop Naturalistico?

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Se provassimo a viaggiare indietro nel tempo di almeno 50 anni, ci ritroveremmo nel bel mezzo di quel fenomeno artistico e culturale dalle enormi conseguenze (in particolar modo sulla fotografia) quale è stata la Popart.

Ad essa va associata l’esaltazione della fotografia come atto meccanico, ribaltando così le implicazioni “artistiche” rivendicate faticosamente dai fotografi dalla fine dell’800 in poi: la fotografia si afferma prepotentemente come medium dell’arte, tra gli altri, ma la sua esecuzione è nelle mani di artisti che, non essendo fotografi, perlopiù non ne conoscono la tecnica, né sono interessati alla ricerca della “bella” immagine.