Somewhere in SF

Instant SF – colori

fuori

Dicembre 2013. Avevo con me la reflex ma alla fine ho trovato più congeniale lo smartphone e Instagram per raccontare dieci giorni immersi nella luce cristallina di San Francisco.
Forse perché era la seconda volta e mi sembrava di conoscerla già un pochino, e forse perché il formato quadrato mi è più congeniale. E perché è tremendamente comodo tirare fuori in un attimo il telefono e scattare all’istante. I risultati possono essere al di sopra delle aspettative.

Il linguaggio shock del fotoritocco

storie di fotografia e arte

La fotografia contribuisce oggi più di ieri all’urgente bisogno di comprendere la realtà, all’osservazione e alla testimonianza di un mondo che sfugge alla nostra comprensione: lo scatto che immobilizza sembra portare con sé un controvalore rispetto all’immagine in movimento, il suo potere di sintesi è la chiave del suo successo.

Il nuovo mondo

storie di fotografia e arte

Gli analfabeti del futuro non saranno tanto coloro che ignorano l’arte dello scrivere, quanto quelli che non sapranno nulla di fotografia

Quest’affermazione dipende da uno dei più influenti artisti del ‘900, Lazlo Moholy-Nagy, nato ungherese e morto da americano, come tanti intellettuali fuggiti dalla persecuzione nazista alla metà degli anni ’30.

Una piccola smagliatura sulla superficie delle cose

storie di fotografia e arte

L’idea del fantastico credo che ben si adatti alla mia idea di paesaggio, è proprio all’interno di questa mutazione che si può spiegare l’aria di inquietante tranquillità che abita luoghi e paesaggi… sapendo alla fine che questo che c’è dato di conoscere, raccontare, rappresentare, non è che una piccola smagliatura sulla superficie delle cose

Niente di antico sotto il sole, 1988

Quanta bellezza nella mostra al MAXXI dedicata a Luigi Ghirri, “Pensare per immagini”, bella fin dal titolo. Quanta straordinaria consapevolezza nelle parole dello stesso Ghirri, nella sua idea di fotografia come svelamento, come rivelazione dell’inaspettato. E quanta gioia nel lasciarsi sorprendere, così, quasi ingenuamente, da un linguaggio semplice e potente.

Tutte le fotocamere sono buone (dipende solo da ciò che vuoi dire)

fuori

Ho fotografato per la prima volta con la pellicola, inevitabilmente, perché la mia generazione viene da quella storia, ma ho cominciato a scattare consapevolmente con il digitale, e questo mi ha portato a utilizzare lo strumento con tutti i vantaggi che conosciamo: immediatezza del risultato, libertà di scattare senza limiti, facilità di disporre delle proprie immagini e di declinarle nelle infinite possibilità del fotoritocco.